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domenica 15 gennaio 2017

Minibus, siamo al capolinea


In questi giorni, anche complice il mancato rinnovo del contratto con la società GIOVI SRL per l’affitto di 6 vetture corte Cacciamali Urby che circolavano sulle linee 34-087-089, sta riemergendo il problema della scarsità di vetture corte in ATAC. Le motivazioni di questa scelta restano tuttavia sconosciute ed alquanto azzardate per la situazione di carenza di mezzi nella quale si trova la municipalizzata capitolina. Pertanto persistono i disagi per gli utenti delle linee effettuate da bus corti, quasi con cadenza giornaliera. Spesso le linee vengono sospese per archi di tempo molto lunghi oppure vengono effettuate con bus da 12 metri che però,  subendo delle deviazioni, tagliano fuori dal percorso della linea interi quartieri, che hanno come alternativa solo l’uso del mezzo privato. Un esempio è l’attivazione di una navetta da parte dell’università La Sapienza, per gli studenti che devono raggiungere l’ospedale Sant’Andrea dalla Roma-Civita Castellana-Viterbo. Ciò si è reso un provvedimento necessario a seguito dell’inaffidabilità dimostrata dalla continua sospensione del servizio dello 029, dovuto alla mancanza di vetture corte.
Le rimesse che hanno in capo vetture corte sono:
  • Acilia; gestisce le linee 04B-09-063-064 solo con bus corti e, quando avanzano vetture, le assegna anche ad altre linee dove comunque possono circolare regolarmente i 12 metri. Registra sospensioni del servizio per la suddetta causa sporadicamente.
  • Magliana; impiega le vetture corte sulle linee 34-115-228-870-087-089. Patisce maggiormente l’assenza di vetture corte, registra disagi e sospensioni con cadenza molto più ravvicinata dall’inizio di quest’anno, a causa del mancato rinnovo del contratto per l’affitto dei Cacciamali Urby. Quindi Magliana, già in difficoltà in precedenza, nel giro di pochi giorni ha dovuto garantire le corse, al doppio delle linee, con 6 mezzi in meno disponibili. Di conseguenza le sospensioni temporanee ed i dimezzamenti di corse ormai sono diventate pura routine. Da segnalare anche la situazione del 34, linea che serviva la zona di monte del Gallo, che dopo il mancato rinnovo del contratto non può più effettuare il tracciato previsto perché non vi sono mezzi adatti. Perciò la linea è diventata circolare, con capolinea vicino piazza Cavour ed ha dunque perso il suo valore trasportistico.
  • Grottarossa; sulle linee 52-188-303-020-029 circolano solo vetture corte. Vi sono comunque brevi sospensioni del servizio, ma non con cadenza elevata come si registra sulle linee assegnate al deposito Magliana. Tuttavia la situazione non è tale da non destare preoccupazione. Nel corso degli ultimi tempi alcune linee sono state ridimensionate per sopperire alla carenza di mezzi.

Il parco mezzi si compone di una cinquantina di veicoli del 2006 e di una trentina di bus risalenti al 2001 da sostituire, perché vetture con alle spalle 16 anni di servizio. Dunque la situazione potrà diventare abbastanza stabile solo se si procederà all’acquisto, tramite bando, di nuove vetture da 7 e da 9 metri.
Tuttavia non è da trascurare la situazione dei bus elettrici. Su 60 vetture arrivate nel 2010 ne circola ad oggi una sola che, tra le altre cose, fa una pausa tra le 12 e le 16 per rientrare in deposito ed effettuare la ricarica delle batterie. Il problema di questi minibus sono proprio le batterie che, molto prima del previsto, hanno esaurito la loro vita utile. Le altre 59 vetture giacciono accantonate presso il deposito Trastevere in attesa della fine del contenzioso tra ATAC e l’azienda produttrice, la Tecnobus.
Infine, anziché bandire una gara di 15 vetture da 12 metri, con i soldi rimasti per il giubileo potevano essere ordinati alternativamente dei minibus che avrebbero migliorato, ed in parte risolto, il problema della carenza di vetture corte.

Confidiamo nell’amministrazione che saprà prendere adeguati provvedimenti in merito.


giovedì 12 gennaio 2017

Lungotram e le vostre osservazioni

Dopo la pubblicazione dell'infografia del tram sul lungotevere abbiamo ricevuto molte osservazioni. In particolare ci ha colpito un'ulteriore proposta speditaci da Riccardo Pagano: una linea tramviaria nord-sud che collega la Roma-Lido alla Roma-Civita Castellana-Viterbo passando attraverso Corso Rinascimento.

Partendo da piazzale Flaminio, il tram giunge all'intersezione tra via Lepanto e via Cola di Rienzo in un primo momento sfruttando i binari esistenti. Quindi prosegue a piazza Cavour, passa sul Tevere attranverso il ponte Umberto I ed entra in via Zanardelli, quindi Corso Rinascimento dove si riallaccia all'8 passando per la basilica di S. Andrea della Valle. Il secondo capolinea è fissato a Piramide/Ostiense.
Il percorso in alcuni punti è decisamente tortuoso per i volumi di traffico con cui l'infrastruttura interferisce, ma se si ragiona in un'ottica di avere una maglia tramviaria centrale già attiva (su corso Vittorio E. II e via Nazionale + sul Lungotevere) e una metro C possibilmente già a servizio del Centro Storico, il discorso cambia.
La viabilità andrebbe comunque rivista per contestualizzare correttamente l'opera nell'ambito urbano in cui si andrebbe a trovare.
Senz'altro si tratta un'idea suggestiva che ben si lega al 23 tram presentato qualche giorno fa.

Visto il "successo" del 23, nelle prossime settimane aggiungeremo nuovi tasselli alla rete tramviaria di cui questa città avrebbe bisogno, almeno a nostro avviso, distinguendo interventi prioritari da quelli di importanza secondaria.

Continuate a seguirci!

martedì 3 gennaio 2017

Come pedonalizzare il Lungotevere? Basta un lungo...tram

La pedonalizzazione del Lungotevere durante il Capodanno è stata una delle iniziative forse più apprezzate durante le festività. Abbiamo deciso quindi di ragionare su come si potrebbe rendere permanente un provvedimento che renderebbe più vivibile e godibile il centro storico della nostra città.
Senza lavorare troppo di fantasia abbiamo recuperato e sintetizzato i progetti tranviari dell'Arch. Italo Insolera e la successiva rielaborazione nel Rapporto Ferrotranviario 1.0 curata dall'Agenzia per la Mobilità. In questo processo siamo stati aiutati e guidati dall'UTP - Associazione Utenti Trasporto Pubblico, che ringraziamo.
 
 
La linea di fatto che vi illustriamo è la "ri-tramviarizzazione" della linea 23 nella tratta Piramide-Risorgimento. Un percorso di ben 8 chilometri di cui la metà a servizio del Lungotevere.
Tale percorso potrebbe esercitare anche altri itinerari, si pensi ad esempio al ripristino delle linee Circolari o ad un tram turistico, già esistente in tante città europee.
A completamento della maglia tranviaria del centro storico c'è anche la linea Termini-Vaticano lungo via Nazionale e Corso Vittorio Emanuele, di cui si parla da anni.
Le linee di nuova istituzione necessiterebbero di nuovi tram ad alta capacità da ospitare in un nuovo deposito (ipotesi possibili: ex Cinodrono in caso di realizzazione sia della linea su viale Marconi, sia in caso di "tramviarizzazione" completa del 23 con diramazione su via Baldelli.Alternativamente recupero dell'ex deposito della Basilica san Paolo o del deposito "Vittoria" in Prati in caso di prolungamento su viale Angelico).

Purtroppo i sindaci hanno sempre "bistrattato" il tram come mezzo di trasporto. Basta pensare al fatto che le ultime tre linee di nuova istituzione sono state: il 3 (ex 30, nel 1975), il 2 (1990), l'8 (che ha comunque soppresso il 13 nel 1998).

Queste motivazioni ci spingono a restare sempre abbastanza algidi quando vengono annunciate nuove linee tranviarie, specialmente quelle più fantasiose come ad Ostia e a Tor Bella Monaca di recente "proclamazione".
Anzichè continuare in un'insensata campagna elettorale, chi di dovere cominci a presentare progetti seri e utili, come questo in oggetto, per la città.