mercoledì 28 novembre 2018

L'assessore ci risponde

L’attesa è finita: a due settimane dall’incontro faccia a faccia con l’assessore Meleo, l’ufficio stampa ci ha trasmesso le risposte sulle principali questioni inerenti alla progettualità della mobilità nella Capitale. Per semplicità ve le riportiamo così come consegnate, aggiungendo in coda in corsivo qualche commento personale.

1) Il contratto con Roma Tpl è in scadenza a novembre: quando verrà pubblicata la nuova gara?
Il Campidoglio sta agendo sulla riorganizzazione del trasporto pubblico locale con un’attenzione particolare ai collegamenti più periferici. Il 22 novembre abbiamo pubblicato la gara per affidare la gestione della rete periferica: circa 30 milioni di vetture/chilometro divisi in due lotti per un periodo di 8 anni.  E’ una gara aperta e trasparente attraverso la quale affidiamo il servizio a due interessate: la gara prevede infatti che ciascun offerente possa aggiudicarsi un solo lotto. Come avevo annunciato in precedenza, la spesa sarà poco più di un miliardo di euro. Vorrei chiarire che la quantità di chilometri messi a bando è inferiore a quella coperta dall’attuale gestore del servizio, ovvero Roma Tpl. Il contratto tra Roma Tpl e Roma capitale prevede infatti un aumento graduale della produzione chilometrica ogni anno. 
Della nuova gara abbiamo già parlato su Odissea Quotidiana sollevando alcuni aspetti che ci sembrano critici. Certamente torneremo a parlarne con l’Assessore per correggere in corsa queste problematiche.

2) A mezzo stampa abbiamo appreso dell’ipotesi di noleggio di 100 autobus, in attesa dell’arrivo di nuovi mezzi: può spiegare meglio modalità e tempistiche del noleggio? Il 1° novembre il sindaco ha annunciato di aver ottenuto la fideiussione per avviare la produzione dei 227 bus con gara Consip: quali sono i tempi previsti per la messa in servizio del primo bus?
Entro la metà del prossimo anno avremo a disposizione i primi 227 autobus dei 600 previsti nei prossimi tre anni. Nel frattempo, Atac ha pubblicato l’avviso per manifestazione d’interesse sul noleggio dei mezzi. Parliamo di un periodo limitato di circa 12-18 mesi per circa cento bus. L’idea è farli circolare entro il primo trimestre del 2019 in attesa che arrivino quelli acquistati. Abbiamo ereditato uno dei parchi mezzi più vecchi d'Europa, con un'età media di oltre 13 anni, e stiamo facendo dei passi avanti per porre rimedio a questa situazione.
La necessità di Atac di noleggiare degli autobus ci restituisce, ahinoi, la gravità della situazione del parco mezzi. In maniera postuma abbiamo appreso che la Acamir (l’agenzia dei trasporti della Regione Campania) ha rescisso per inadempienze il contratto di fornitura con la IIA (Industria Italiana Autobus), la stessa azienda che dovrebbe fornire a Roma ben 227 autobus. Sia attraverso mail, che in sede di commissione abbiamo fatto presente che i nuovi autobus potrebbero non arrivare mai.

3) Il 31 ottobre il sindaco ha annunciato la consegna del primo prototipo di minibus Gulliver, facente parte di un revamping di 60 mezzi: quali sono i tempi previsti per la messa in servizio del primo bus?
Come promesso si sta lavorando al revamping del primo minibus. A fine ottobre abbiamo annunciato che il primo minibus è stato portato in officina. E’ nostro obiettivo presentare a breve il prototipo per rimettere su strada i primi mezzi entro giugno 2019. Dopo anni rimetteremo in circolazione autobus altrimenti destinati all'abbandono e rilanceremo un servizio strategico per il centro storico.

4) Il 2 gennaio 2018 sul sito del Comune di Roma è stato annunciato lo stanziamento di 425,52 milioni di euro per le metropolitane A e B: quali sono i tempi previsti per la stipula della convenzione col MIT?
I 425 milioni di euro ottenuti dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti daranno nuova linfa alle due linee metro della nostra città con nuovi treni, binari, scambi e un ammodernamento delle stazioni. La bozza di convenzione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è all’esame degli uffici dell’amministrazione e il passo successivo è l’approvazione da parte della Giunta capitolina. Un risultato tangibile ottenuto grazie all’attività di progettazione promossa e messa in atto da quest’amministrazione. Stiamo parlando infatti di risorse che la città non otteneva da quasi 15 anni.
Dalla stampa abbiamo appreso che i primi 40 milioni dovrebbero essere già disponibili da gennaio.

5) A che punto è l’iter per l'attivazione della nuova rete autobus notturni?
Anche su questo tema la nostra amministrazione sta lavorando. Il progetto è pronto, ora è necessario capire come inserirlo nell'ambito delle riorganizzazioni del servizio di trasporto pubblico in altri quadranti della città. L'obiettivo è quello di garantire una copertura delle zone meno servite.
Questa risposta decisamente vaga può essere contestualizzata in base alla risultanze della Commissione Mobilità odierna, avente come oggetto il nostro studio di revisione della rete di III e IV Municipio. È emerso in sostanza che attualmente Roma Servizi per la Mobilità è oberata di lavoro sia in vista dell’apertura della filovia Laurentina, che porterà con sé la razionalizzazione della rete afferente all’EUR, sia per la riorganizzazione delle rimesse Magliana e Acilia. Sentiamo di dire che molto probabilmente  la nuova rete notturna non vedrà la luce prima di altri 6-9 mesi.

6) Circa Roma Metropolitane, quando si intende portare a compimento la stipula della nuova convenzione col Comune?
E' nostro obiettivo arrivare quanto prima ad un rinnovo del contratto con Roma Metropolitane e direi che siamo sulla buona strada. Intanto vorrei ricordare che il progetto della Metro C prosegue. Sono in corso le attività iniziali di previsione e siamo in attesa di risorse che ci consentiranno di fare una project review completa e di adeguare il progetto del 2003 anche in funzione delle attuali tecnologie e delle attuali esigenze dell’amministrazione. Intanto nel bilancio di Roma Capitale abbiamo stanziato circa 30 milioni di euro per il prossimo triennio per la project review.
La project review, della quale abbiamo largamente parlato in questo post, è un attività che a nostro avviso doveva essere avviata fin dall’insediamento assieme al salvataggio di Roma Metropolitane. Meglio comunque tardi che mai.

7) Fornitura di 50 nuove vetture, che tipo di finanziamenti sono disponibili? 
Sempre nell’ottica di garantire un servizio migliore e più capillare ai cittadini, l’Amministrazione, tramite il Dipartimento Mobilità e Trasporti e le società partecipate, sta predisponendo i progetti per la fornitura di nuovi tram da trasmettere al Mit: un'azione necessaria per rinnovare il parco mezzi e per poter lavorare ai piani di ampliamento della rete. Ricordo che l'amministrazione ha progetti importanti, come quello della linea da Largo Corrado Ricci a Piazza Vittorio, un'opera che, una volta realizzata, farà da ‘cerniera urbana’ tra Esquilino, Colosseo, piazza Venezia e  Foro Romano. Entro fine dicembre presenteremo al Mit per il finanziamento almeno 5 progetti relativi alla rete tranviaria.
Con tutta probabilità i 5 progetti sono le tramvie: Corrado Ricci-Piazza Vittorio, viale Togliatti, Marconi, Tiburtina e TTV (Termini-Tor Vergata), di cui si parla nella risposta successiva.

8) Metrotramvia Termini-Tor Vergata, attendiamo i risultati dell’incontro che avverrà a fine anno col MIT.
L’iter di trasferimento della ex ferrovia concessa Termini-Tor Vergata è tutt’altro che fermo. Stiamo seguendo l’iter passo dopo passo, per ottenere nel più breve tempo possibile il passaggio di proprietà e i finanziamenti necessari per la riqualificazione e il prolungamento del tracciato. Roma Capitale sta lavorando infatti anche per l’ammodernamento della tratta Roma-Giardinetti e valutando la realizzazione di prolungamenti verso Anagnina (Metro A) e Tor Vergata. Sono opere che porteranno nuovi collegamenti per chi deve raggiungere il Policlinico, l'università e le aree commerciali. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è pronto e deve solo essere presentato al Mit.
Come è evidente, la fine di quest’anno sarà di fondamentale importanza per avviare fattivamente i cantieri delle opere maggiori del PUMS. Noi ci auguriamo, al netto della manovra finanziaria, che ci saranno dei margini di manovra per realizzare le molte infrastrutture necessarie a Roma.

Al di là delle risposte in sé e per sé, il nostro interesse è certamente quello di mantenere aperto il dialogo posizionando questo blog come intermediario tra i cittadini e l’istituzione: fungere quindi come organo di sintesi delle giuste lamentele della popolazione per fornire degli indirizzi all’assessorato.
Alcune delle nostre “imbeccate” sono state recepite: l’uso dei filobus sulla Nomentana, la revisione delle reti del III, IV, IX e X municipio, lo spostamento delle vetture corte da Acilia a Magliana per citare qualche esempio concreto.
Noi intorno alla fine di gennaio certamente torneremo in assessorato per verificare quanto effettivamente sarà finanziato dal MIT: continuate a seguirci.

venerdì 23 novembre 2018

La Metro C è morta?



La terza metropolitana di Roma si fermerà al Colosseo, almeno fino al 2030, questa è l’essenza di quanto emerso oggi alla Commissione Mobilità.

La costruenda tratta T3
L’appuntamento di oggi è stato molto partecipato, non solo dai consueti comitati cittadini, ma anche da esponenti delle commissioni trasporti della Regione e della Camera dei Deputati. Nella prima parte dell’incontro abbiamo potuto visitare i cantieri della stazione Fori Imperiali/Colosseo e il pozzo di aerazione Celimontana. Su Colosseo i lavori procedono principalmente dal lato dell’Anfiteatro Flavio, con la predisposizione del ponte che sovrattraverserà la linea B, collegando la banchina direzione Laurentina alla C. Per quanto concerne la stazione si sta procedendo con il completamento della soletta di copertura, nella quale sarà praticato un foro per procedere con lo scavo top-down: fattivamente nel mese di dicembre la viabilità sarà riorganizzata per permettere la configurazione definitiva del cantiere.

A causa della costruzione del ponticello di collegamento, quasi certamente la linea B dovrà essere chiusa come analogamente accaduto con la metro A qualche anno fa: tempi e modalità saranno definite dalla stazione appaltante, Roma Metropolitane, di concerto con Atac.
Sembrerà quasi un assurdo, ma il cantiere che porta maggiore ritardo (e che conseguentemente “detta” il cronoprogramma) è quello della stazione Amba Aradam/Ipponio a causa dell’importante variante archeologica subìta in corso d’opera.
Complessivamente quindi i lavori della tratta T3 sono al 38%, anche se c’è da considerare che il rischio archeologico è sostanzialmente superato data la profondità raggiunta da tutti gli scavi: si corre, dunque.

Ad oggi è previsto un primo step di attivazione del pozzo di Sannio, per permettere l’inversione dei treni dopo San Giovanni, il cui fine lavori è fissato al 2020; per la linea T3 comprendenti le stazioni Amba Aradam/Ipponio e Fori Imperiali/Colosseo è confermato il 2022.

La project review della tratta T2 Fori Imperiali/Colosseo – Ottaviano San Pietro
Come anticipatoci in maniera informale dall’assessore Meleo, alla Camera dei Deputati si è presentato un emendamento alla legge di stabilità con uno stanziamento di 55 milioni di euro, di cui 31 destinati alla revisione di progetto e 24 per l’acquisto di un ulteriore treno (che si aggiungerà ai 4 già finanziati dal precedente governo Gentiloni e andando così a ripristinare i 5 convogli previsti per l’attivazione della T3). Da segnalare anche 42 milioni di euro per le metropolitane A e B, che si aggiungeranno ai 425,52 già stanziati. Dalla project review è previsto che si esca entro due anni con uno studio di fattibilità, come previsto dal nuovo codice degli appalti.

Il problema del contratto
Il contratto è stato di fatto il protagonista della discussione sul futuro della tratta, vincolato a doppio filo non tanto dalle condizioni tecniche delle talpe quanto dai carteggi in essere. Metro C scpa ha ribadito l’opportunità di arrivare con le talpe meccaniche a piazza Venezia, anche costruendo la stazione solo a rustico, per evitare costose modalità di scavo tradizionale nel cuore di Roma.
Roma Metropolitane, pur concordando dal punto di vista tecnico, ha sottolineato le complicazioni contrattuali che si avrebbero portando l’opera oltre i limiti previsti dal contratto in essere. Senza inoltre un progetto esecutivo della tratta T2, che dovrà inevitabilmente recepire l’esperienza acquisita con la San Giovanni-Pantano, con un tale vincolo planimetrico e altimetrico si rischia di generare ulteriori extracosti ben superiori ad una semplice attestazione delle talpe sotto via dei Fori Imperiali. Occorre ricordare infatti che ad oggi i due progetti della stazione Venezia hanno un costo stimato per 900 milioni di euro nella versione “terminale” e 700 milioni di euro per la versione “passante”.
Per risolvere parzialmente il problema di tombamento delle talpe è stata studiata una variante d’opera che prevede l’abbassamento delle gallerie sotto via dei Fori Imperiali oltre la stazione Colosseo.

Una bella commissione, ma doveva essere fatta due anni fa
Non abbiamo che potuto apprezzare l’ampia partecipazione istituzionale e la voglia di fare che la parte politica ha espresso nella sua interezza, al di là della fede partitica: resta il grosso rammarico dei due anni di amministrazione andati persi. Altresì bisogna constatare la totale inerzia dell’amministrazione circa il futuro della società Roma Metropolitane che martedì 27 sciopereranno contro la possibile liquidazione: non è assolutamente possibile e accettabile che il Comune di Roma si privi del suo braccio operativo sul futuro delle infrastrutture, specialmente in un momento delicato come questo.
Intendiamoci, in questi due anni bisogna riconoscere comunque il lavoro che è stato propedeutico per il PUMS e per sbloccare i cantieri di altre opere (quali la filovia Laurentina, per citare un esempio), ma Roma Metropolitane e la metro C avrebbero dovuto meritare un capitolo completamente dedicato.
Considerando quindi almeno un anno abbondante di project review, i tempi di una gara (che saranno piuttosto lunghi, visto che parliamo di scavare nel cuore della Città Eterna)e la realizzazione anche considerando  l’esperienza acquisita con la tratta precedente, è ragionevole pensare che la metropolitana non sarà finita prima del 2030.

Facciamo con la T2 anche la T1 e la C2
Questa è la richiesta provenuta dall’opposizione che è stata sposata in sede di commissione anche dalla maggioranza. Se i cantieri si apriranno tardi per la T2, facciamo almeno in modo che si costruisca tutto e subito fino all’Ospedale Sant’Andrea e Tor di Quinto.

mercoledì 21 novembre 2018

Ci siamo giocati pure la metro B



La metro B non arriverà a Casal Monastero, almeno non con il project financing ideato nel 2011 dalla giunta Alemanno. A rivelare i dettagli della situazione del prolungamento, bloccato da anni a causa della mancanza di parte dei fondi derivanti da concessioni edilizie, è stato il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno durante un incontro pubblico presso l’hotel Torre di Pratolungo.
Secondo il consigliere, essendo definitivamente caduta la possibilità di rendere disponibili le aree edificabili, non c’è speranza di salvare l’impianto attuale dell’opera: si sfocerà con tutta probabilità in un contenzioso del tutto simile a quello della metro D, anch’essa opera abortita a causa di contenziosi in fase preliminare.

Per Stefàno tuttavia la partita della metropolitana è ancora aperta: il prolungamento della B è stato inserito nel pacchetto delle invarianti del PUMS proprio per presentare, alla fine di quest’anno, la richiesta di finanziamenti direttamente al Ministero dei Trasporti. Su questa scelta non possiamo che essere d’accordo, visti i pessimi precedenti con la formula del project financing, siamo un po’ meno speranzosi sulla possibilità di recuperare la progettazione già eseguita pagandola direttamente al consorzio.
Al momento infatti non esiste un progetto rivisto e aggiornato secondo le normative attuali. Dal 2011 ad oggi gli standard sono profondamente cambiati: come si convincerà il ministero ad finanziare un disegno “obsoleto”, già visto a ribasso nel numero di stazioni?

La speranza è sempre l’ultima a morire, ma lavorare su un’infrastruttura per il quale c’è un contenzioso in corso sarà difficilissimo se non impossibile.